Chitarre e bassi della mia breve esistenza – Epiphone Les Paul Gold Top 2006

Ciao a tutti, oggi proseguirò con la recensione di chitarre e bassi della mia breve esistenza. Vi presento una delle chitarre che attualmente possiedo, ovvero una splendida Epiphone Les Paul Gold Top 2006.

La chitarra è stata acquistata usata nel 2011 presso un negozio della provincia di Verona. Cercavo qualsiasi cosa che montasse dei P90 e mai avrei pensato di ritrovarmi tra le mani una Les Paul. La chitarra è davvero costruita molto bene, a partire dalla precisione del manico (abbastanza ciccione e molto intonato) e dalla qualità delle meccaniche (Grover). Al netto di una rettifica fatta ai tasti nel 2015 questa chitarra non mi ha mai dato particolari problemi e merita tutti i soldi spesi (490€ usata con custodia). I due pickup P90 rappresentano un’ottimo compromesso tra la dinamica del single-coil e la potenza di un humbucker; questa tipologia di elettronica rappresenta un mondo sonoro a sé che ben si sposa con la mia concezione di rock e con l’utilizzo dell’accordatura drop D.

Il pickup al manico è quello che utilizzo di più in sala prove e dal vivo perché è più caldo e permette maggiormente di domare le dinamiche, oltre ad avere un sustain infinito (grazie anche al pesante corpo che ospita i pickup).

Il pickup al ponte ad una prima impressione suona piccolo e acido, poco rotondo. Tuttavia soprattutto in fase di registrazione della chitarra mi sono reso conto che permette maggiormente di bucare il mix in un contesto di basso/batteria, non avendo troppe frequenze basse da gestire che creerebbero soltanto confusione.

La posizione centrale infine è ottima per gli arpeggi, soprattutto in situazioni da palco in cui si deve eseguire una ballata senza però possedere la chitarra acustica o strumenti più idonei a situazioni folk.

Questa chitarra è stata utilizzata con i The Honest Apes, band di cui ho fatto parte per un breve periodo tra il 2010 e il 2012. Potete sentire la chitarra in questa canzone: “People (things that I’ve learnt)“.

Nel brano vi sono due chitarre, la parte solista più acuta è eseguita dall’atro chitarrista con una Fender Stratocaster (amplificatore Laney) mentre io suono le ritmiche gravi con la Les Paul (combo Vox AC-30).

Recentemente ho utilizzato la chitarra per eseguire quasi tutte le parti elettriche del disco de I Resti d’ArcadiaIn Rovina“.

Vi posto due canzoni diametralmente opposte: la prima (“Finestre“) utilizza solamente una chitarra arpeggiata con un pò di Tube Screamer, mentre la seconda (“Delegato a Vita”) mostra le potenzialità dello strumento con Fuzz ad alto gain.

In definitiva mi sento di consigliare pesantemente la chitarra, soprattutto in alternativa a modelli della stessa fascia di prezzo montanti questo tipo di elettronica: trovo infatti che la massiccia presenza di mogano renda il suono più rotondo e pieno rispetto ad altre solid body quali ad esempio la SG, la Casinò o modelli double-cut in stile Les Paul Junior su cui onestamente trovo più indicati degli humbucker.

Venendo ad un confronto con le sorelle maggiori Gibson Standard, posso portare l’esperienza di un amico che ha posseduto entrambe le Gold Top e che non trova giustificazione sonora nella differenza di prezzo (a meno che non si vada su modelli top di gamma).

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