Chitarre e Bassi della mia breve esistenza: Fender Jazz Bass USA vs. Mexico vs. Cloni

Ciao a tutti oggi vi presento un modello di basso che mi ha accompagnato per anni (dal 2006 al 2016) nei miei vari progetti musicali e che rappresenta un riferimento imprescindibile per tutti gli amanti del 4 corde. Vorrei inoltre accendere una leggera polemica riguardo a quanto certi marchi siano sopravvalutati al giorno d’oggi.

Il Jazz Bass è molto probabilmente il basso più versatile per affrontare qualsiasi genere musicale. Non è particolarmente colorato sulle frequenze basse o alte, è il musicista stesso a determinarne lo stile all’interno della band. Il Jazz è tendenzialmente dotato di un manico molto snello (al contrario del Precision Bass) e mangia benissimo qualsiasi tipo di pedale. Ho quasi sempre suonato il Jazz Bass con il plettro, sebbene ambedue i pick-up (passivi) offrano due validi punti d’appoggio. Si presta bene al drop D così come allo slap.

Avendo un background da chitarrista ho sempre apprezzato il fatto che gli arpeggi e i bicordi suonassero veramente bene rispetto ad esempio ad un Precision (il quale vince decisamente per quanto riguarda l’esecuzione di linee rock sulle corde basse). Ho ottenuto un setup interessante combinando il Jazz Bass con una testata Ampeg SVT-6 ed una cassa Ampeg HLF 4×10 (magari di questo ve ne parlerò in futuro). Ho avuto enormi soddisfazioni utilizzando un pedale Tube Screamer TS9 così come un SuperOverdrive-SD1 ai fini di sfinare il suono sulle basse e distorcere le medio-alte come se avessi una chitarra. Anche il Big Muff è molto interessante ma tende a rendere poco definite le note a causa del suo sustain infinito (conviene tenere il gain quasi spento e giocare con la manopola TONE per trovare lo sweet spot).

Ho posseduto per qualche anno un Fender Jazz Bass Made in Mexico, pagato circa 600€ nel 2006. Lo potete ascoltare in questa canzone, registrata con gli Aegon.

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Il suono, confrontato con altri Jazz, è parecchio scuro ed ovattato. Non ho mai particolarmente apprezzato quella sensazione che le corde invecchiassero molto velocemente una volta montate; sembrava quasi che il manico smorzasse il sustain del suono. Al di la di questo il basso è adattissimo ai contesti rock/grunge che frequentavo al tempo; il brano Negazioni Fragili che ho riportato qui sopra ne è la prova.

Nel 2008 ho poi deciso di fare il grande passo e di acquistare un Fender Jazz Bass American Standard 2008. Il colore Olympic White con il battipenna tortoise è un’accoppiata indiscutibilmente affascinante.

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Le caratteristiche costruttive nonché il timbro dello strumento sono decisamente migliori rispetto al fratello messicano, ma a posteriori ritengo che la differenza di prezzo (1300€ vs. 600€) non giustifichi il salto di qualità. Con il basso americano ti regalano la tracolla, la custodia rigida, il panno per pulire (!!) e l’adesivo della Fender per poter mostrare ai tuoi amici che sei figo. Ipotizziamo che tutto questo valga 100€, abbiamo comunque un basso che costa il doppio dell’altro.

Potete ascoltare il basso su questa canzone che ho inciso con gli Honest Apes.

Premettendo che un confronto vero tra i due strumenti non è possibile (diverse canzoni ed amplificazione) si può osservare che l’americano è leggermente più brillante e rotondo.

Nel 2016 ho deciso di vendere lo strumento in questione perché decisamente sopravvalutato. Ho avuto modo di ascoltare altri bassi cloni di Fender (SX vintage su tutti) e al giorno d’oggi con meno di 500€ si trovano ottimi prodotti senza asciugare il portafogli.

Cercando con attenzione nel mondo dei cloni (anche usati) è possibile trovare bassi con ottima personalità, dotati di un’anima che la serie American Standard non da. In questa ricerca, che tanto ricorda l’onda perfetta dei surfisti, occorre come sempre fidarsi solo delle proprie orecchie e cercare di immaginare il suono immerso nel contesto musicale della propria band (un basso senza batteria non è concepibile).

La qualità costruttiva (stabilità del manico, qualità delle singole componenti) è indissolubilmente legata al prezzo, ma è davvero possibile raggiungere il suono della vita anche con 100/200€. Che alla fine è ciò che conta no?

Prossimamente vi darò dei feedback sul nuovo basso che ha sostituito Fender nella mia rastrelliera.

Un caro saluto!

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