Lynth – Crysalis

Ogni supereroe ha le sue origini e queste sono le mie, ovvero la prima demo dei Lynth, intitolata Crysalis. Potete scaricare Crysalis in free dowload qui, o contattarmi via mail (panda521@hotmail.it) per avere files audio di maggiore qualità.

Il primissimo logo dei Lynth

Ascoltarla dieci anni dopo è imbarazzante, è chiaro, però delle belle idee c’erano. Buttate giù malissimo ma c’erano, ben nascoste sotto una produzione fatta in casa e una tecnica approssimativa.

La demo suona come un incrocio tra il rock-grunge americano (alice in chains, staind) e un filino di quel nu-metal caciaro che andava tanto di moda di quei tempi (limp bizkit, incubus e deftones). Esattamente figlia dell’epoca in cui è stata scritta (circa 2004-2005) e delle diverse personalità dei membri della band.

La line-up era composta da me alla chitarra e alla seconda voce, Francisco Gasparini alla voce (e chitarra live), Marco Menegazzi al basso e rumori ed Enrico Selmo alla batteria. Nella seconda strofa de “La melodia della pasta” si possono sentire le seconde voci “maynardiane” di Francesco Lanciai, già con me in un’infinità di altri progetti musicali.

Ricordo che provavamo nella sala prove di Cologna Veneta (Vr), nei pressi di una sezione ospedaliera adibita a manicomio. La stanza a suo modo era confortevole, abbiamo registrato in circa quattro ore con dei mezzi di fortuna la base strumentale per poi rifinire il tutto in cameretta con voci e seconde chitarre. Abbiamo utilizzato solamente dei microfoni per voce economici, un piccolo mixer yamaha e la scheda audio del PC fisso dei genitori. Il disco è stato mixato da mio fratello, che era il bassista della band, con Cool Edit crakkato. Zero compressioni, limiter o gate per il fatto che … non sapevamo nemmeno cosa fossero! Solo volumi ed EQ, un pò di reverberi e stop. Poi all’epoca si era scoperto che si poteva scretchare col il mouse su Virtual DJ e poi buttare il tutto sul multitraccia, quindi abbiamo aggiunto nel mix un pò di rumore per fare gli alternativi.

La migliore traccia del disco, “Lynthro”, merita un doveroso approfondimento etimologico. Il testo narra di un cavallo nato con i capelli (in particolare li portava in stile dreadlocks) che nonostante non fosse nato con una borghesissima criniera come tutti gli altri suoi compagni equini ci teneva davvero ad essere accettato dalla mandria. Ma i suoi simili lo ripudiavano e lo guardavano come un reietto, un cavallo uscito male. Per essi voltarsi dall’altra parte quando lui galoppava non serviva, la vista profondamente laterale dei cavalli non consentiva loro di toglierselo troppo facilmente dal raggio visivo. Pure i suoi genitori, spinti dalle dicerie della gente, si erano convinti di aver generato un mostro, tanto che un giorno lo costrinsero ad allontanarsi dalla comunità.

Cavallo coi capelli

Questo disegno era un compito per casa che ci era stato dato in prima liceo, dalla professoressa di arte. Credo dovessimo disegnare un equino o qualcosa del genere. Ignorando come fosse fatta una criniera lo disegnai coi capelli; ricordo il disappunto della professoressa quando lo dovette giudicare oltre alle risate dei miei compagni. Ma quella volta non mi sono buttato giù o vergognato della mia incapacità: tornato al banco col mio pessimo voto ho reso multicolore la chioma del cavallo ed ho creato delle nuvole nello sfondo per dare la sensazione che egli volasse.

Volava sopra le dicerie della gente, oltre le regole e le convenzioni.

Questo è il ricordo che voglio portarmi di questo demo fatto con i miei amici.

La band
La band

Drinkin' Buddies

Francisco Gasparini e Luca Menegazzi (sfondo)
Francisco Gasparini e Luca Menegazzi (sfondo)
Locandina di uno dei primi live
Locandina di uno dei primi live
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