Smashing Pumpkins: gradito ritorno

A volte mi perdo nei negozi di CD musicali e vorrei saccheggiare il negozio, altre volte schifo e odio tutto quello che vedo nelle vetrine: tutto già sentito, finto, plasticoso ..

Vorrei aver conosciuto i Nirvana quando Cobain era ancora vivo (cit.).

Ciononostante qualche settimana fa ho visto in un negozio il nuovo disco degli Smashing Pumpkins “Monuments to an elegy” (anno di uscita 2014, arrivo sempre tardi lo so..) e non ho saputo resistere; era certamente stato messo lì tra gli ascolti per me.

Imbraccio nervosamente le cuffie e premo play. La prima canzone mi stordisce, volume altissimo e atmosfera tetra e distorta stile Machina. Skippo. La seconda traccia comincia con un arpeggio di chitarra acustica super-compresso, i soliti tre accordi un pò emo stile 1979 .. poi parte il basso e la canzone esplode. Saranno sempre le solite cose ma mi viene la pelle d’oca all’istante; mi decido e porto a casa il disco (pagandolo si intende).

Lo possiedo da un paio di mesi e non riesco a levarlo dal lettore della macchina; non riesco nemmeno a spiegarmi perchè mi piaccia così tanto, in fondo Billy Corgan ha smesso di essere interessante almeno da 15 anni e non serve riperterlo in questa sede.

Pare piuttosto che il bravuomo abbia finalmente preso coscienza di quello che è in grado di fare (schitarrate dark con batteria gonfia) e abbia quasi totalmente abbandonato-finalmente-velleità elettroniche/new wave (seppur le tastiere in questo album ci sono eccome).

La migliore traccia rimane senza ombra di dubbio la quarta, “One and all (We are)” col suo riffone dal tempo dispari quanto basta, una via di mezzo tra un riff dei primi Verdena e Monsun dei Tokio Hotel (mi auto lancio le pietre per quest’ultimo accostamento).

La peggiore traccia è senza dubbio la numero cinque, “Run2Me”. Già il modo in cui è scritto il titolo è fastidioso, vi lascio immaginare il resto.

Nota di merito per il suono di basso di “Monuments”, quei 4-5 secondi in cui rimane da solo con la voce di Corgan ti sembra di essere ancora ai tempi di “Bullet with Butterfly Wings”. L’intero disco consta di nove canzoni, durata perfetta per le mie scorribande in provincia .. non è per nulla noioso e carica quanto basta.

Il disco dovrebbe avere un seguito a breve, a questo punto spero di poterli vedere anche dal vivo in Italia.

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